Percorsi

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Dietro al disturbo alimentare c’è sempre una persona.
Si parla molto e spesso dei meccanismi del disturbo, dei sintomi e delle conseguenze, ma vale la pena sottolineare, per quanto possa sembrare scontato, che è la persona ad essere al centro di quello che viene descritto.

 

NON BISOGNA CURARE SOLO IL DISTURBO MA LA PERSONA.

 

Per quanto i meccanismi del disturbo possano essere simili, la complessità di queste condizioni patologiche è il risultato di una storia, fatta di eventi, relazioni, comportamenti e pensieri da cui non è possibile prescindere.

Il percorso per la cura di un disturbo alimentare non può che essere valutato in base a chi chiede aiuto, sulla base della sua storia e del momento in cui il primo contatto con la struttura ha luogo.

Esistono dei protocolli di riferimento che fanno da base per la costruzione di un intervento personalizzato.

La prima fase di valutazione è importante per capire quale possa essere il piano di terapia più adeguato per quella specifica persona. Successivamente, il percorso va seguito insieme, condividendo obiettivi, identificando gli ostacoli e costruendo abilità per superarli e prevenirli.

 

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Il progetto di terapia deve essere sempre concordato con la persona, sulla base della sostenibilità che garantisca il raggiungimento di RISULTATI MANTENUTI nel tempo.

 

“Esercitiamo la psicologia, la sociologia, la psicoterapia, per aiutare l’uomo di modo tale che raggiunga la mèta dell’adattamento e della libertà nel senso più ampio” (Heidegger)