Diagnosi DSM 5

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Secondo il Manuale Diagnostico e statistico DSM 5 (APA, 2013) esistono diverse categorie di disturbi del comportamento alimentare che brevemente elencheremo e descriveremo di seguito.

Una nota importante riguarda il fatto che non è necessario riconoscersi pienamente nell’una o nell’altra diagnosi per chiedere aiuto. Le categorie diagnostiche sono utilizzate dai professionisti in questo campo, come linguaggio comune e aiuto per individuare delle linee guida di terapia che siano condivise dalla comunità scientifica.

 

 

 

Anoressia Nervosa

  1. Restrizione dell’apporto energetico relativo al bisogno, che induce un significativo basso peso relativamente all’età, sesso, evoluzione dello sviluppo e salute fisica. Un significativo basso peso è definito come un peso minore del minimo normale o, per i bambini e gli adolescenti, minore del minimo atteso.
  2. Intensa paura di aumentare di peso o d’ingrassare, o comportamento persistente che interferisce con l’aumento di peso, nonostante un peso significativamente basso.
  3. Anomalia nel modo in cui è percepito il peso e la forma del proprio corpo; inappropriata influenza del peso e della forma del corpo sulla propria autostima, o persistente perdita della capacità di valutare la gravità della attuale perdita di peso.

Due sottotipi: 1) Con Restrizioni durante gli ultimi tre mesi; 2) Con Abbuffate/Condotte di Eliminazione durante gli ultimi tre mesi.

Bulimia Nervosa

  1. Ricorrenti di abbuffate. Un’abbuffata è caratterizzata da entrambi i seguenti. 1) Mangiare, in un periodo di tempo circoscritto (per esempio nell’arco di due ore), una quantità di cibo che è indiscutibilmente maggiore di quella che la maggior parte delle persone mangerebbe nello stesso periodo di tempo in circostanze simili. 2) Senso di mancanza di controllo sull’atto di mangiare durante l’episodio (per esempio sentire di non poter smettere di mangiare o di non poter controllare cosa o quanto si sta mangiando).
  2. Ricorrenti comportamenti di compenso volti a prevenire l’aumento di peso, come vomito autoindotto, abuso-uso improprio di lassativi, diuretici o altri farmaci; digiuno o esercizio fisico eccessivo.
  3. Le abbuffate compulsive e utilizzo improprio di mezzi di compenso avvengono in media almeno una volte a settimana per tre mesi.
  4. La valutazione di sé è inappropriatamente influenzata dalla forma e dal peso del corpo.
  5. Il disturbo non si riscontra soltanto nel corso di episodi di anoressia nervosa.

Binge Eating Disorder

  1. Episodi ricorrenti di abbuffate. (vedi sopra)
  2. Gli episodi di abbuffate compulsive sono associati ad almeno tre dei seguenti caratteri: 1) Mangiare molto più rapidamente del normale; 2) Mangiare fino ad avere una sensazione dolorosa di troppo pieno; 3) Mangiare grandi quantità di cibo pur non sentendo fame; 4) Mangiare in solitudine a causa dell’imbarazzo per le quantità di cibo ingerite; 5) Provare disgusto di sé, depressione o intensa colpa dopo aver mangiato troppo
  3. Le abbuffate compulsive suscitano sofferenza e disagio.
  4. Le abbuffate compulsive avvengono, in media, almeno una volta la settimana per almeno sei mesi.
  5. Non vengono usati comportamenti compensatori inappropriati e il disturbo non si riscontra soltanto nel corso di anoressia o di bulimia nervosa.

Disturbo Evitante Restrittivo dell’Alimentazione

  1. Una anomalia dell’alimentazione e della nutrizione (ad es. assenza di interesse per l’alimentazione o per il cibo; evitamento basato sulle caratteristiche sensoriali del cibo) che si manifesta attraverso una persistente incapacità di assumere un adeguato apporto nutrizionale e/o energetico associata con una o più delle seguenti: 1) Significativa perdita di peso o nei bambini incapacità a raggiungere il peso relativo alla crescita. 2) Significativa carenza nutrizionale 3) Dipendenza dalla nutrizione enterale o da supplementi nutrizionali orali. 4) Marcata interferenza col funzionamento psicosociale.
  2. Il disturbo non è connesso con la mancanza di cibo o associato a pratiche culturali.
  3. Il disturbo non si manifesta esclusivamente nel corso di anoressia o bulimia nervosa e non vi è evidenza di anomalia nel modo in cui è percepito il peso e la forma del proprio corpo.
  4. L’anomalia non è meglio attribuibile a una condizione medica o ad un altro disturbo mentale. Se il disturbo alimentare si manifesta nel corso di un altro disturbo, la sua importanza supera quella del disturbo di base e richiede attenzione clinica.

Altri disturbi specifici della nutrizione o dell’alimentazione

  1. Anoressia Nervosa Atipica: Sono soddisfatti tutti i criteri eccetto che, malgrado un’importante perdita di peso, questo si mantiene dentro o sopra il range normale.
  2. Bulimia Nervosa (a bassa frequenza e/o a durata limitata): Tutti i criteri soddisfatti meno che per frequenza e durata più bassa).
  3. Binge-eating (a bassa frequenza e/o a durata limitata): Tutti i criteri soddisfatti meno che per frequenza e durata più bassa).
  4. Disturbo purgativo: Comportamento purgativo ricorrente per modificare peso e forma del corpo (ad es: vomito autoindotto, abuso di lassativi, diuretici o altri farmaci) in assenza di Binge-Eating.
  5. Night Eating Syndrome: Ricorrenti episodi di alimentazione notturna che si manifestano dopo il risveglio o con un eccessivo consumo di cibo dopo il pasto serale. Vi è consapevolezza e ricordo di aver mangiato. L’alimentazione notturna non è giustificata da influenze esterne quali cambiamenti del ciclo individuale del sonno/veglia o da norme sociali specifiche. Causa disagio e disturbo. Il disturbo non è meglio espresso da Binge-Eating o altri disturbi mentali, incluso l’uso di sostanze, e non è attribuibile a disturbi medici o a effetto di farmaci.